Bando “giovanidee”
Per dare un segno tangibile dell’attenzione che la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia intende rivolgere al mondo giovanile, viene promosso un bando di concorso denominato “giovanidee”, con una dotazione di Euro 150.000, rivolto ai giovani di età compresa tra i 18 e 30 anni residenti nella nostra provincia; tale bando intende sostenere la progettazione, la sperimentazione e la realizzazione di idee innovative attraverso la realizzazione di progetti da sviluppare in specifici filoni tematici quali “Tutela e Valorizzazione del Territorio”, “Sviluppo della conoscenza e dell’innovazione” e “Sviluppo sociale”. Ai dieci migliori progetti, scelti e valutati da apposita Commissione tra tutti quelli che verranno presentati entro il 31 luglio 2009, verrà concesso un contributo di massimo Euro 15.000 ciascuno. Per la partecipazione occorre compilare un apposito formulario di candidatura, disponibile unitamente al Bando presso gli uffici della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia in via Carducci n. 2 a Gorizia (tel. 0481/537111 – giovanidee@fondazionecarigo.it ), oppure scaricabili online dal sito www.fondazionecarigo.it. “Irish journey blessing” Omaggio alla festa di San Patrizio
May the road rise to meet you,
May the wind be always at our back,
May the sun shine warm upon your face,
The rains fall soft upon your fields and,
Until we meet again,
May God hold you in the palm of His hand.
(Sia la strada al tuo fianco,il vento sempre alle tue spalle, che il sole splenda caldo sul tuo viso, e la pioggia cada dolce nei campi attorno e, finché non ci incontreremo di nuovo, possa Dio proteggerti nel palmo della sua mano)
Incarichi Comune di Gorizia
Ecco l’elenco degli incarichi conferiti dall’amministrazione comunale di Gorizia e pubblicati in seguito all’iniziativa del ministro Brunetta (clicca qui).
Trasparenza di moda o di fatto?
Il Ministero Renato Brunetta (Funzione Pubblica) ha deciso di pubblicare i dati sugli incarichi affidati a consulenti e collaboratori esterni relativamente alla dichiarazione all’Anagrafe delle Prestazioni effettuata dalle amministrazioni pubbliche ai sensi dell’art. 53 del DLgs. 165/2001 per l’anno 2006. Ora, quanto fatto va bene perché può essere un primo passo verso una completa trasparenza pubblico amministrativa. Però, la sensazione è che l’opinione diffusa sia : “Mostro quello che succede e sono a posto”. Invece, credo che la cosa più importante sia iniziare a “pensare trasparente” alla sorgente e non alla foce. Questo perché accade sempre più spesso e in molti – troppi – ambiti che l’attenzione venga rivolta alla forma e non alla sostanza.
Al lupo, al lupo: ancora una volta etica e politica fanno a spallate
E’ successo il 10 giugno. Un noto politico locale, prima di entrare in riunione, ha esclamato davanti ad alcuni giornalisti: “Se non accettano le mie proposte, mi dimetto”. Affermazione pesante che ha fatto registrare una notevole accelerazione delle palpitazioni dell’addetto stampa. Puntualmente, in aula le proposte del politico sono state in gran parte rigettate!!!!
Secondo voi, il soggetto in questione si è dimesso dalla sua poltrona?????? Chiaro che no, l’addetto stampa -nell’imbarazzo generale – ha cercato di sgonfiare la questione. Tuttavia, l’arroganza del politico è stata troppo grande per far placare la ricerca di scoop dei giornalisti. Alla fine, il chiacchierone è stato costretto a chiedere il favore di non citare l’accaduto, promettendo chissà quale notiziona.
Per la serie: come costruirsi una credibilità di ferro!!!!!!!!!
Vero o falso?
Notevole interesse è stato suscitato da questo video che, si presume, dovrebbe promuovere il film “wanted”. Così fosse, si tratterebbe di una scelta azzeccata per quel che concerne il Guerrilla Marketing. E se non lo fosse? I produttori del film avrebbero ottenuto promozione a costo zero.
Verità sempre comunque?
Interessante articolo sul blog Pr Conversetions (leggi qui) dal titolo “Beyond Truth… Sincerity?”. Argomento da tempo all’ordine del giorno nel mondo delle relazioni pubbliche e destinato a far discutere ancora. Di seguito il mio commento all’articolo linkato:
It takes two to tango!!!!
What does truth really mean? I don’t understand the real meaning of the word “truth” applied to PR activities. I can accept the use of terms as respect, correctness, honesty if these words are intended as having right behaviour when I practice my profession. On the contrary I’m baffled by the deep concept of truth. Our profession is too wide to use truth as main value. E.g. how many times do aggressive journalists cross the “truth line”?
The answer is superficial! Some of you could say that there are problems about media relations, but I think that this isn’t always….true.
So, if I respected truth as a principle, I would play a game in which rules are too different to exercise a good job.
Ordinanza anti-schiamazzi: è una pratica UCAS (ufficio complicazioni affari semplici)?
Il Comune di Gorizia ha predisposto e applicato un’ordinanza molto restrittiva nei confronti di alcuni pubblici esercizi del centro cittadino. In sostanza, si impone la chiusura alle 24 dei bar di maggior successo della città. Il motivo andrebbe ricercato in un comitato di residenti stufo della confusione notturno. Un comitato, però, che interpellato in una riunione indetta dal consiglio di quartiere centro a fine 2007 ha chiaramente criticato il comportamento di alcuni concittadini, piuttosto che il cattivo esercizio dell’attività dei bar. Nonostante questa posizione, il Comune ha deciso di optare per la linea più semplice e al contempo dura: limito i bar, per limitare la confusione. La mossa ha funzionato e così, almeno per adesso, lo “stato di crisi” è risolto. Per ora, però. Infatti, la confusione si è semplicemente spostata nei pubblici esercizi esclusi dall’ordinanza. Tra poco, il malcontento sarà di altri concittadini. E il Comune cosa farà?
Ho avuto la fortuna di partecipare sia al famoso incontro indetto dal quartiere centro di Gorizia (presenti due assessore comunali, alcuni residenti stufi delle notti insonni e diversi titolari di bar), sia a una riunione voluta dai giovani di Gorizia, tenutasi ieri sera al bar Aenigma. Sentite, dunque, le posizioni di tutti, credo di poter dire che nessuno possa sentirsi nel giusto. Il dialogo, fondamentale in queste occasioni, manca della basi necessarie; ovvero ascoltare l’altro. Con queste premesse, mi sembra difficile, se non impossibile arrivare ad una soluzione definitiva. Qualcosa nei prossimi giorni cambierà, ma il problema si riproporrà tra N.mesi.
Dal mio punto di vista, solo attraverso un confronto ”maturo” tra le parti si potrebbe risolvere il problema. Partendo magari dall’assunto che Gorizia non può permettersi di chiudere i pochi bar che ci sono alle 24, soprattutto nel periodo estivo. In questo senso, il ruolo di capofila di tutto il discorso dovrebbe essere la classe politica amministratrice. Eletta, appunto, per amministrare la città, non per farla tornare un indietro di dieci e passa anni. Invece, la realtà mostra una situazione ben diversa. Fatta di schieramenti troppo accesi soprattutto da chi una soluzione dovrebbe trovarla. Ed è un peccato perché forse, rispettando prima di tutto la città di Gorizia, i problemi si potrebbero affrontare in modo diretto. Evitando, di conseguenza, di colpire una categoria (non quella dei bar, ma quella dei giovani d’età o di spirito) che nel rispetto delle regole ha diritto a svagarsi nella propria città.
Ferpi: funziona come dovrebbe?
Il benvenuto al mio nuovo blog parte da questo post: http://sarashadow86.giovani.it/diari/2686732/uniferpi_la_setta_dei_pr.html . A seguito del commento di questa ragazza, ho affrontato una lunga (interminabile) discussione tramite “Messenger”con un mio caro amico, Stefano Fait, sull’importanza della Ferpi (anzi, di un ordine che riconosca la nostra professione) e del come viene percepita tra coloro che ancora non vi hanno aderito.
La mia esperienza con la Ferpi non è iniziata molto bene: ho contattato per due volte la loro segreteria per chiedere maggior informazioni sulla Federazione e sempre l’unica cosa che ho ottenuto è stata una mail indicante le modalità di iscrizione. Bel messaggio: prima paga, poi vediamo.
Non contento, anche perché sollecitato dalle esperienze di altri amici già soci, mi sono inserito in un gruppo di lavoro promosso da Ferpi che doveva portare avanti un progetto ambizioso. Anche in questo caso, però, la delusione è stata notevole con decine di e-mail – tutte molto forbite, per carità – che non hanno prodotto nulla. Tranne, dopo qualche mese, lo scazzo generale del gruppo.
La mia esperienza, però, non è la sola. Di sicuro, altre persone avranno avuto un impatto migliore, ma sono convinto che sia necessario, per chi dirige la Ferpi, domandarsi come mai ci sia in qualcuno una percezione così negativa come quella che esce chiaramente dal post linkato o, in tono minore, come la mia che non mi porta di certo ad iscrivermi alla federazione che dovrebbe rappresentarmi.
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