Archivio per il Tag ‘politica’
Trasparenza di moda o di fatto?
Il Ministero Renato Brunetta (Funzione Pubblica) ha deciso di pubblicare i dati sugli incarichi affidati a consulenti e collaboratori esterni relativamente alla dichiarazione all’Anagrafe delle Prestazioni effettuata dalle amministrazioni pubbliche ai sensi dell’art. 53 del DLgs. 165/2001 per l’anno 2006. Ora, quanto fatto va bene perché può essere un primo passo verso una completa trasparenza pubblico amministrativa. Però, la sensazione è che l’opinione diffusa sia : “Mostro quello che succede e sono a posto”. Invece, credo che la cosa più importante sia iniziare a “pensare trasparente” alla sorgente e non alla foce. Questo perché accade sempre più spesso e in molti – troppi – ambiti che l’attenzione venga rivolta alla forma e non alla sostanza.
Al lupo, al lupo: ancora una volta etica e politica fanno a spallate
E’ successo il 10 giugno. Un noto politico locale, prima di entrare in riunione, ha esclamato davanti ad alcuni giornalisti: “Se non accettano le mie proposte, mi dimetto”. Affermazione pesante che ha fatto registrare una notevole accelerazione delle palpitazioni dell’addetto stampa. Puntualmente, in aula le proposte del politico sono state in gran parte rigettate!!!!
Secondo voi, il soggetto in questione si è dimesso dalla sua poltrona?????? Chiaro che no, l’addetto stampa -nell’imbarazzo generale – ha cercato di sgonfiare la questione. Tuttavia, l’arroganza del politico è stata troppo grande per far placare la ricerca di scoop dei giornalisti. Alla fine, il chiacchierone è stato costretto a chiedere il favore di non citare l’accaduto, promettendo chissà quale notiziona.
Per la serie: come costruirsi una credibilità di ferro!!!!!!!!!
Ordinanza anti-schiamazzi: è una pratica UCAS (ufficio complicazioni affari semplici)?
Il Comune di Gorizia ha predisposto e applicato un’ordinanza molto restrittiva nei confronti di alcuni pubblici esercizi del centro cittadino. In sostanza, si impone la chiusura alle 24 dei bar di maggior successo della città. Il motivo andrebbe ricercato in un comitato di residenti stufo della confusione notturno. Un comitato, però, che interpellato in una riunione indetta dal consiglio di quartiere centro a fine 2007 ha chiaramente criticato il comportamento di alcuni concittadini, piuttosto che il cattivo esercizio dell’attività dei bar. Nonostante questa posizione, il Comune ha deciso di optare per la linea più semplice e al contempo dura: limito i bar, per limitare la confusione. La mossa ha funzionato e così, almeno per adesso, lo “stato di crisi” è risolto. Per ora, però. Infatti, la confusione si è semplicemente spostata nei pubblici esercizi esclusi dall’ordinanza. Tra poco, il malcontento sarà di altri concittadini. E il Comune cosa farà?
Ho avuto la fortuna di partecipare sia al famoso incontro indetto dal quartiere centro di Gorizia (presenti due assessore comunali, alcuni residenti stufi delle notti insonni e diversi titolari di bar), sia a una riunione voluta dai giovani di Gorizia, tenutasi ieri sera al bar Aenigma. Sentite, dunque, le posizioni di tutti, credo di poter dire che nessuno possa sentirsi nel giusto. Il dialogo, fondamentale in queste occasioni, manca della basi necessarie; ovvero ascoltare l’altro. Con queste premesse, mi sembra difficile, se non impossibile arrivare ad una soluzione definitiva. Qualcosa nei prossimi giorni cambierà, ma il problema si riproporrà tra N.mesi.
Dal mio punto di vista, solo attraverso un confronto ”maturo” tra le parti si potrebbe risolvere il problema. Partendo magari dall’assunto che Gorizia non può permettersi di chiudere i pochi bar che ci sono alle 24, soprattutto nel periodo estivo. In questo senso, il ruolo di capofila di tutto il discorso dovrebbe essere la classe politica amministratrice. Eletta, appunto, per amministrare la città, non per farla tornare un indietro di dieci e passa anni. Invece, la realtà mostra una situazione ben diversa. Fatta di schieramenti troppo accesi soprattutto da chi una soluzione dovrebbe trovarla. Ed è un peccato perché forse, rispettando prima di tutto la città di Gorizia, i problemi si potrebbero affrontare in modo diretto. Evitando, di conseguenza, di colpire una categoria (non quella dei bar, ma quella dei giovani d’età o di spirito) che nel rispetto delle regole ha diritto a svagarsi nella propria città.
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